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Per unità militare navale si intende sia la singola nave che un gruppo di navi, omogenee, come ad esempio una squadriglia di cacciatorpediniere, o disomogenee come una task force, al comando di un ufficiale superiore. Le unità militari navali hanno avuto un'evoluzione organica più lenta delle unità militari terrestri, tuttavia le linee di sviluppo sono state analoghe, dettate principalmente dai progressi della tecnologia militare. Questa tecnologia si è evoluta al passo con i materiali e la cultura della navigazione, che ha fornito all'uomo il mezzo per spostarsi velocemente ed economicamente sulle lunghe distanze e, come avviene ancor oggi, molte delle evoluzioni tecniche furono create in funzione delle esigenze militari. Di riflesso si è evoluta l'organizzazione, sia all'interno del singolo natante che nella messa in relazione in modo efficace di gruppi di imbarcazioni, omogenei o meno, attraverso la creazione di squadre, flotte e specializzazioni di uomini e mezzi. Si è assistito quindi all'uso della forza muscolare come mezzo propulsivo, sostituita poi dalla forza del vento, per la quale sono state create macchine assai complesse, nelle quali le esigenze della navigazione dovevano sposarsi con il potenziale offensivo. Infine, il motore meccanico ha permesso di svincolarsi dalla forza del vento e di creare mezzi che potessero andare anche sotto la superficie, anche con l'uso dell'energia nucleare.
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 Il passato è fruttuoso non quando serve a nutrire il risentimento o il trionfalismo ma quando il suo gusto amaro ci porta a trasformarci.
Tzvetan Todorov
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I dimostranti circondano un carro armato sovietico durante i primi giorni dell'invasione
- Il 21 agosto cade il quarantennale dell'invasione sovietica che mise fine alla Primavera di Praga
La stagione delle riforme nota come Primavera di Praga, (in ceco Pražské jaro) iniziata a a partire dal 5 gennaio 1968 ebbe bruscamente termine nella notte fra il 20 ed il 21 agosto di quello stesso anno, quando un corpo di spedizione dell'Unione Sovietica e dei suoi alleati del Patto di Varsavia (ad eccezione della Romania) invase - in ossequio a quella che diverrà successivamente nota come dottrina Brežnev - il paese con una forza stimata fra i 200.000 e i 600.000 soldati e fra 5.000 e 7.000 veicoli corazzati.
Il grosso dell'esercito cecoslovacco, forte di 11 o 12 divisioni, obbedendo ad ordini segreti dello stesso Patto di Varsavia, era stato schierato alla frontiera con l'allora Germania Ovest, per agevolare l'invasione e impedire l'arrivo di aiuti dall'occidente.
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